A chip and a chair

“A chip and a chair” è un motto diventato molto famoso nell’ambito dei tornei di texas hold em, tradotto significa continuare a lottare e a crederci fintanto che il giocatore possiede almeno “una chip e una sedia”.

Numerosi sono i casi che evidenziano la veridicità di questo motto, ogni anno ad esempio c’è il caso dei giocatori che terminano con una sola chip al main event delle WSOP quando il cosiddetto “in the money” viene decretato, da quel punto in poi tutti i giocatori ancora presenti nel torneo sono ufficialmente a premio, anche quelli con una sola chip.

L’espressione sembra derivi da un episodio del lontano 1982 quando Jack “treetop” Straus al Main Event delle WSOP dello stesso anno, terminò il day 1 con una sola chip da 500. Il torneo si evolse talmente bene per Straus che quell’anno fu proprio lui il vincitore di quell’edizione.

Ma il caso più eclatante è sicuramente quello per cui tutti ricordano il torneo che ha dato il punto di svolta al poker texas hold em a livello globale, il Main Event del 2003. Oltre alla vittoria che ormai conosciamo di Chris Moneymaker il torneo viene ricordato anche per il caso più clamoroso che testimonia il motto “a chip and a chair”. Durante le fasi intermedie del torneo Sammy Farha si ritrovò a perdere gran parte delle chips della sua dote rimanendo con pochi spiccioli, a quel punto sconsolato si alzò con l’intento di abbandonare la gara, Barry Greenstain che era allo stesso tavolo incitò Sammy a fare un tentativo, a crederci, fino a quando gli fosse rimasta anche una singola chip. Da quel momento in poi Sammy Farha mise tutte le sue chips nel mezzo annunciando ”all in” per circa 11 volte consecutive vincendole tutte, terminò la giornata con una somma più che considerevole di chips. Ormai rincuorato e fiducioso, con il suo fare intimidatorio Sammy proseguì la gara fino al punto che ormai tutti conosciamo :

Quell’anno il poker pro Sammy Farha si classificò secondo al torneo e vinse una somma pari a 1 milione e trecentomila dollari.

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