Donald Trump scende a compromessi

Solo tre anni fa aveva inaugurato una torre extra lusso, la Trump Tower, puntando sui giocatori high stakes e su quelli particolarmente abbienti. L’operazione comprensiva di costruzione e lancio pubblicitario gli era costata la modica cifra di 1,3 miliardi di dollari. In principio Trump pensava che tutte le 1282 suite sarebbero state vendute, invece di queste solamente 339 sono state acquistate, tutte le restanti sono state destinate all’hotel, per non parlare della torre gemella della Trump Tower (che doveva essere interamente dedicata all’hotel) che non è mai stata nemmeno inaugurata.

La crisi a Las Vegas non guarda in faccia nessuno e persino lui, che come sappiamo ha un ego smisurato, ha dovuto scendere a compromessi per far fronte agli ormai troppo lunghi periodi di vacche magre. Il consiglio di amministrazione perciò ha deciso di invertire la rotta, abbassare i prezzi, migliorare i servizi e cambiare il target di clientela. Ecco svelato il motivo per cui da qualche giorno si vedono entrare non i vari Phil Ivey o Patrick Antonius di turno ma interi gruppetti di famiglie con prole (e a volte cani a guinzaglio) nella struttura asettica della torre del magnate americano. Con il volume di gioco che ormai non riesce più a sostenere le spese della torre, Donald per far fronte anche ai numerosi debiti che lo stanno dissanguando, ha puntato tutto su una serie di servizi dedicati alle famiglie e ai loro amici a quattro zampe, a patto che siano di piccola taglia.

Il prezzario per trascorrere le vacanze nella torre ora si compone, tra le altre, anche dalle seguenti voci:

  • 119$ per il soggiorno nei giorni feriali, poco di più per i festivi

  • 189$ per i weekend di luglio, agosto

  • 200$ di sovrattassa per portarsi appresso i propri cani

  • 150$ per servizi particolari, come massaggi di 30 minuti ai cani

Inoltre ora l’hotel dispone di servizi dedicati alle famiglie e ai più piccoli come interi menù dedicati comprensivi di cocktail rigorosamente analcolici. Oltretutto sono state attrezzate intere aree dedicate ai giochi per i bambini, che sorvegliati da personale qualificato allo scopo, potranno lasciare che i propri padri e le proprie madri vadano a giocare nel casinò dell’hotel mentre si godono il piccolo parco giochi.

A Sin City si sa che venderebbero qualsiasi cosa pur di continuare a cavalcare l’onda del successo e pare che anche Trump e il suo orgoglio l’abbiano finalmente capito.

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