High stakes poker 7: conclusa la stagione che verrà dimenticata

Si è conclusa, finalmente, la stagione più odiata da tutti gli appassionati del celebre format americano. Tredici episodi in totale più eventualmente uno con le migliori mani dei passati episodi della stagione. Paradossalmente la co-conduttrice Kara Scott, termina le sue ultime frasi della stagione con “…a season that we won’t forget.” (una stagione che non dimenticheremo), scatenando l’ira dei forum di poker di mezzo mondo pronti a gridare allo scandalo per le tante (troppe) scelte televisive infelici.

La trasmissione nasce da subito sotto una cattiva stella, già quando lo show veniva annunciato ormai un anno fa il povero A.J. Benza co-conduttore storico, veniva sostituito dalla showgirl di turno, la già citata Kara Scott, che nulla aveva a che fare fino a quel momento con quel mondo a lei cosi oscuro. Dopo solo un anno ecco arrivare la seconda pessima notizia: anche Gabe Kaplan non avrebbe più condotto la trasmissione, nonostante il suo humor brillante ma allo stesso tempo malizioso fosse sempre molto apprezzato dal pubblico. Proprio Gabe, che tutti sanno essere un buon giocatore high stakes oltre che un ottimo comico e oratore, viene sostituito da un comico mediocre Norm McDonald, un altro personaggio totalmente estraneo al mondo del poker come traspare fin da subito dalla conduzione delle mani. Norm è un giocatore troppo scarso per quei livelli e pur vedendo le carte dei giocatori sbaglia i ragionamenti che generano l’azione ai tavoli.

La conduzione risulta perciò fiacca e piuttosto standard, con una radiocronaca simile a quella di una partita di football intervallata da qualche frase della valletta di turno, perfino nelle gestualità il nuovo conduttore è impacciato e assume una stessa goffa posizione per la presentazione di tutti gli episodi.

Come se non bastasse tutti i pro del team pro di Full Tilt per direttiva aziendale non partecipano al format sponsorizzato dalla concorrenza (Pokerstars) e tutta l’action deve perciò reggere sulle “vecchie glorie” e i giocatori live, tralasciando le nuove leve dell’online (Tom Dwan in primis), la vera anima delle passate edizioni. La trasmissione perciò si riempie di ricconi pronti a farsi spennare e i vari (pochi) professionisti del cash game che raccolgono le generose offerte.

Va spezzata una lancia in favore di Phil Galfond l’unico che genera azione al tavolo, Jhonny Chan che vincerà l’edizione per il maggior profitto ottenuto e Daniel Negreanu che nonostante abbia fatto una sessione lampo riesce a spezzare la maledizione che lo vedeva perdente in tutte le stagioni di High Stakes Poker.

L’appuntamento perciò si rinnova per l’anno prossimo per l’ottava serie, in cui speriamo vengano colmate le molte lacune di questa edizione.

Scrivi commento