Il tilt nel poker

Uno degli aspetti più odiosi del gioco del poker è la perdita di un piatto quando sapevamo di aver agito bene e giustamente. A volte accade che un avversario ottenga uno dei pochi out che gli servono per completare un punto sufficiente per batterci in una situazione in cui parte da nettamente sfavorito, a quel punto scatta qualcosa nella nostra testa che ci fa imbestialire o semplicemente non ci fa giocare con la serenità e la concentrazione che sarebbe richiesta. Questo fenomeno è conosciuto in gergo come “tilt”.

La questione principale ruota attorno ad un concetto: il poker è un gioco che premia nel lungo periodo.

Siamo sempre stati abituati fin da piccoli che ogni buona azione, ben condotta e ben architettata, quando viene portata a compimento verrà sempre ripagata nel modo migliore, ebbene questo avviene in moltissimi campi della vita, ma non nel poker. Più precisamente non avviene sempre, ma sappiamo che avverrà nella maggior parte dei casi e questo porterà i frutti sperati solo nel lungo periodo e all’aumentare del numero di giocate effettuate in quel modo. Dall’altro lato della medaglia questa è anche la questione che porta i giocatori perdenti a continuare a giocare (e a perdere).

Quando è possibile riconoscere che siamo in uno stato di tilt?

Possiamo riconoscere lo stato di tilt quando abbiamo appena ricevuto un duro colpo, abbiamo perso in modo orribile un piatto che sentivamo essere già nostro, o veniamo insultati o provocati per aver vinto un piatto immeritatamente. Se una di queste azioni ci disturba eccessivamente spesso le azioni a seguire da quel momento risultano compromesse dal tilt.

Che cosa provoca il tilt?

Il tilt è la bestia nera di qualsiasi giocatore, provoca stati ansiosi, stati di irritabilità e aggressività incontrollata. Inoltre provoca azioni giocate che normalmente giudichereste come irragionevoli, solitamente nei principianti questo si traduce come rilanci molto più frequenti preflop, anche con mani marginali e puntate esagerate. In alcuni provoca l’effetto contrario, in questo caso il giocatore folda troppo spesso e più del dovuto. In entrambi i casi il tilt vi procurerà delle immediate conseguenze: avrete la sensazione di non riuscire a gestire più la partita in corso e comincerete a perdere frequentemente e in modo più consistente.

Che cosa fare se riconosciamo di essere in tilt?

La cosa più giusta da fare in questi casi è staccare la spina e smettere di giocare per un po’. Il tempo necessario a riprendere la concentrazione è soggettivo da persona a persona, i principianti a volte impiegano giorni a ritrovare la serenità nel gioco, al contrario i professionisti sono dotati di molto più autocontrollo e basta che si distraggano per qualche minuto per poi ritornare a giocare.

Perciò per essere giocatori vincenti non basta solamente colmare le proprie lacune dal punto di vista tecnico, ma bisogna anche imparare a mantenere i nervi saldi e una mente lucida anche nelle situazioni di forte stress psicologico.

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