L’uso dell’ all-in nel Texas Hold Em No Limit

L’all in è la mossa che ha contribuito maggiormente al successo e alla diffusione del Texas Hold Em No Limit, oggi di fatto la forma di poker più conosciuta in assoluto. L’all-in che in italiano si traduce come “tutto il mio resto” o “tutto dentro” nel poker è la mossa ultima, la mossa definitiva che comporta il rischio di eliminazione dai tornei o di perdita dell’intera posta in palio.

D’altro canto, l’all-in è una mossa considerevole perché se adeguatamente padroneggiata permette di essere utilizzata per ottenere diversi scopi, vediamo quali:

  • Mettere in difficoltà l’avversario davanti ad una situazione incerta e complicata.

  • Mettere l’avversario in condizioni di pressione, dettata dalla paura di essere eliminato.

  • “Freezzare” l’azione, congelare l’azione e impedirne il proseguimento.

  • Ottenere il massimo ritorno economico in caso di vittoria della mano, se ci sono probabilità che l’avversario chiamerà e noi saremo vincenti.

L’all in è spesso usato dai giocatori più aggressivi per mettere alla prova i propri avversari, mentre i giocatori più conservatori tendono a sfruttare l’all in per permettere ad esempio ad un punto medio (come ad esempio una top two-pair) di avere la meglio su un draw di colore che un giocatore sta cercando. Andando all in con una doppia coppia su un piatto che presenta due carte a semi uguali è solitamente un buon modo per impedire ad un avversario di continuare a chiamare tutte le nostre puntate fino al river alla ricerca di una terza carta con cui otterrebbe un colore. Ovviamente il discorso è valido se il nostro stack sarà sufficientemente grande da spaventare l’avversario e comprometterne il torneo nel caso lo “shove” (nome alternativo dell’allin) venisse chiamato.

L’uso dell’all-in è sempre oggetto di discussione tra i giocatori. I forti grinders di sit-n-go sono solitamente i migliori utilizzatori di questa mossa, in quanto nei tornei a tavolo singolo le situazioni “allin o fold” sono molto più frequenti rispetto a quelle dei cash game o dei tornei multitavolo, specialmente in quelli svolti online.

Mandare ai resti viene inoltre usato anche per impedire agli avversari di avere margini di manovra dopo la nostra puntata. Se ad esempio siamo in una situazione di un torneo in cui sono entrate in gioco le ante e ci rimangono solamente dai 15 ai 25 big blind, tutti hanno foldato e siamo sullo small blind è corretto andare ai resti con un considerevole numero di combinazioni di carte, scartando proprio le coppie di carte pessime. Nella stragrande maggioranza dei casi, la chiamata sarà cosi poco profittevole per il big blind che vi lascerà il piatto solo per non rischiare. Questo è quello che il noto professionista Steve Gross chiama lo “shove non sfruttabile” in quanto non ci sarebbero benefici per l’avversario da un punto di vista matematico dal chiamare tale puntata, …mani monster permettendo ovviamente.

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