La battaglia tra le grandi poker room online

L’apertura e la regolamentazione di nuovi mercati ha fatto si che si sia innescata una tacita sfida tra due delle maggiori poker room in circolazione, Pokerstars e Full Tilt Poker. Questa sfida che viene portata avanti a suon di promozioni e novità a marchio riservato, ha come sempre lo stesso scopo, l’ampliamento in nuovi mercati e la ricerca di nuovi bacini d’utenza a discapito della concorrenza.

Al di la dei numeri che in questa istanza non daremo, notiamo sostanzialmente come ci siano due grandi novità di assoluto beneficio alla comunità pokeristica in ciascuna delle due room citate.

Full Tilt Poker, spesso ritenuta la piattaforma maggiormente protesa verso la formula cash game, ha introdotto qualche mese fa il Rush Poker. Il Rush Poker non è altro che una nuova forma di cash game full ring identica dal punto di vista tecnico ma senza alcuna pausa tra un mano e l’altra. All’atto pratico il giocatore che ha foldato, preflop o in una qualsiasi delle streets successive, sarà spostato immediatamente in un nuovo tavolo con altri giocatori senza attendere la decisione dei restanti sfidanti del tavolo (e quindi il normale svolgimento della mano foldata). Al nuovo tavolo il gioco riparte come sempre con una nuova mano. Questa novità azzera i tempi morti e permette al giocatore si essere egli stesso sempre il protagonista di una nuova mano.

Pokerstars dal canto suo non è rimasta a guardare, sapendo di essere riconosciuta maggiormente per i tornei che offre, ha ideato e introdotto gli Home Games. Viene perciò offerta la possibilità di costruire e programmare un evento personalizzato così come se si facesse una partitella tra amici. Tecnicamente saranno invitate e accettate solamente le persone selezionate dall’ideatore dell’evento  che si occuperà di selezionare il tipo di evento, la forma di poker, il numero e i nomi (nickname o alias) dei giocatori e tutte quelle caratteristiche che di solito si sceglie prima di cimentarsi in una partita in casa. Tutto quello che i giocatori dovranno fare è giocare cosi come hanno sempre fatto, il software di Pokerstars si occuperà del resto.

 Varie sono le caratteristiche che saltano subito all’occhio. Entrambe le novità dal punto di vista commerciale sono degli ottimi investimenti per le rispettive poker room ma non sono proprio impeccabili dal punto di vista della crescita dei giocatori. Il rush poker, ad esempio, sacrifica totalmente l’osservazione delle dinamiche del tavolo in favore della enorme mole di mani da giocare ma, al contrario, permette anche di sviluppare una maggiore esperienza in fatto di patterns. Gli home games invece mantengono chiuso il cerchio dei giocatori da affrontare quando invece sappiamo che sono gli stimoli esterni e il confronto con nuovi sfidanti che inducono lo sforzo ad imparare. Quest’ultimi tuttavia permettono di fare quello che per molti non sarebbe mai potuto accadere per cause di lontananza tra i giocatori, ad esempio per ragioni lavorative.

Infine, c’è da evidenziare che queste due nuove forme di poker online, sicuramente aiutate dalla tecnologia, sono state introdotte con la clausola di riservatezza. Nessuna dei due colossi di cui abbiamo parlato potrà replicare la tecnologia avversaria. Evidentemente la battaglia dei colossi è appena cominciata…

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