La nascita del poker televisivo

Il poker come lo vediamo in tv non è sempre stato cosi, due sono state le tappe che hanno segnato l’ingresso del poker nel mondo televisivo, vediamo quali.

Negli anni settanta il poker giocato era quasi esclusivamente il seven stud, una variante del poker giocata con sette carte ora caduta in disuso, il texas hold em era allora solo un gioco di nicchia.

Con l’affermarsi di quest’ultimo e della televisione si pensò di organizzare tornei di texas hold em e mostrarli al grande pubblico. Ma l’impatto delle prime esperienze non fu affatto caloroso, il pubblico non apprezzava il poker televisivo perché pur scegliendo ambientazioni particolari e personaggi stravaganti non riusciva a vedere le carte dei giocatori.

Solo nel dicembre 1996 Henry Orenstein, noto disegnatore di giocattoli come ad esempio i “Trasformers” (oltre ad altri 100 brevetti), permise di superare questo ostacolo. Orenstein negli anni novanta aveva già vinto un braccialetto nella variante da lui preferita, il seven stud, ma il texas all’epoca era già molto in voga e seguendo un torneo in una trasmissione televisiva la trovò, cosi come molti altri, estremamente noiosa. Questo episodio spinse il giocattolaio a proporre l’invenzione per il quale ora è maggiormente ricordato, la poker cam, una piccola telecamera posta a bordo del tavolo che inquadra le carte del giocatore quando questo le scopre.

Ma il poker rimaneva allora solamente un trasmissione che interessava un pubblico di nicchia e ancora non paragonabile in termini quantitativi a quello che seguiva una trasmissione sportiva normale.

Con l’avvento del nuovo millennio cominciarono a spuntare le prime piattaforme dedicate al gioco online, tra le quali Pokerstars nel 2001. Proprio grazie a questa un ragioniere che prima di allora era del tutto sconosciuto era riuscito a vincere un satellite da 40 dollari che permetteva al vincitore di andare a giocare il Main Event delle Wsop 2003. A luglio di quello stesso anno proprio quel ragioniere, al secolo Chris Moneymaker, vinceva il torneo più prestigioso battendo nell’heads up conclusivo il forte professionista Sam Farha ed aggiudicandosi un premio di 2 milioni e mezzo di dollari.

Grazie a questo episodio si è assistito all’effetto “Moneymaker” (chiamato cosi da quel momento in poi), che ha permesso non solo di aumentare vertiginosamente il numero dei giocatori che ogni anno partecipano alle WSOP e ai tornei in generale, ma anche l’utenza televisiva interessata a questo straordinario gioco. Sfruttando la notorietà del momento Chris scrisse anche una autobiografia pubblicata nel 2005 dal titolo “Moneymaker: how an amateur poker player turned $ 40 into $ 2,5 million at the World Series of Poker” (Moneymaker: come un giocatore amatoriale traformò 40 dollari in due milioni e mezzo alle World Series of Poker).

Grazie a questi due episodi si stima che la crescita del poker televisivo sia stata tale da generare oltre 150000 nuovi posti di lavoro fino ai giorni nostri.

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