Luci e ombre del professionismo nel poker online

Diventare un giocatore di poker professionista è il sogno di tanti dilettanti che si cimentano in questo gioco. I vantaggi sono indiscussi ma le difficoltà e gli svantaggi non sono sempre sotto gli occhi di tutti. Vediamo più nel dettaglio perché non è tutto oro quello che luccica.

Per quanto riguarda il posto di lavoro non avete la necessità di spostarvi in un luogo preciso per svolgere il proprio compito, ma lo potrete svolgere comodamente da casa nelle condizioni che più vi aggradano. Non avete il problema delle coincidenze di treni e autobus, non dovete affrontare lo stress del viaggio ed inoltre non dovete rimanere necessariamente a lavorare un periodo prefissato di ore, per non parlare del fatto che non dovete rendere conto a nessuno del vostro operato se non a voi stessi. Ma questa è solo una parte dei benefici che un PPP di successo ottiene dal lavoro da casa, i guadagni in particolar modo sono sempre mediamente maggiori di un normale mestiere impiegatizio e grazie alla regolamentazione che c’è in Italia, la tassazione avviene alla fonte perciò non dovete dichiarare nulla di più del vostro patrimonio nella dichiarazione dei redditi.

 

Ma se da un lato questo tipo di lavoro presenta una serie di benefici, dall’altro ha anche grosse limitazioni che devono essere calcolate nel momento in cui si stia pensando di scegliere questo lavoro. Innanzitutto dal punto di vista previdenziale non avrete nessun tipo di riconoscimento, quindi, nel momento in cui deciderete di ritirarvi, dovrete aver già messo da parte negli anni un gruzzolo sufficientemente consistente da poter garantire il vostro sostentamento fino a quando passerete a miglior vita. Ovviamente, negli anni potrete scegliere di farvi una forma previdenziale o pensionistica integrativa, da pagare periodicamente per tutto il vostro periodo di attività.

Inoltre, non avete nessuna tutela in caso di malattia, anche in questo caso nei giorni in cui dovrete interrompere il gioco perché vi sentite male dovrete avere una assicurazione privata pagata periodicamente che vi rimborsi degli introiti non ottenuti.

Oltretutto spesso non si sottolinea abbastanza il fatto che per ottenere sufficienti risorse il PPP (in gergo Professional Poker Player), come lo chiamano gli americani, deve avere molta costanza e disciplina e questo comporta spesso rimanere davanti allo schermo più ore di quante ne avreste fatte con un lavoro “normale”. A conti fatti e da recenti sondaggi si evince che questo lavoro diventa effettivamente redditizio quando un giocatore riesce a “massare” almeno i sit-n-go da 50 euro/dollari oppure da giocatori che riescono abilmente a battere i livelli 3 – 6 con profitto (in caso di giocatori di cash game).

Infine ci sono da sottolineare due aspetti che a parere di molti sono i più importanti in questo mestiere, la gestione dei tilt e il rischio di bancarotta. Questi due temi, in correlazione tra loro, vengono troppo spesso sottovalutati e portano un grosso numero di wannabe a dover ricominciare da capo o addirittura ad abbandonare i loro progetti per tornare a fare un lavoro comune. Il poker è soggetto a varianza e capita qualche volta di fare le mosse giuste ma non avere quel pizzico di fortuna che spesso fa la differenza. Qualsiasi professionista che si rispetti padroneggia un enorme autocontrollo perché sa che questo gioco è meritocratico nel lungo tempo, se si pensa di non riuscire a contenere le reazioni che si avrebbero nel caso di una serie di colpi o periodi sfortunati si è sicuramente destinati alla disfatta.

 

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