La local hero syndrome nel poker online

E’ chiamata “Local hero syndrome” ed è un problema piuttosto rilevante tra i giocatori di poker online. Il giocatore in pratica si “adagia sugli allori” del suo successo passato al poker online invece che ricercare nuovi stimoli e cercare continuamente di migliorarsi. Con lo scorrere del tempo perciò accade quello che tutti noi possiamo ben intuire, gli altri giocatori vanno avanti e migliorano e il giocatore con questo problema accumula vincite sempre meno frequentemente finendo per essere breakeven (termine con cui si indica la parità tra spesa e guadagni, senza che ci sia stato un vero profitto).

Questo tipo di problema è dettato dalla pigrizia, dall’appagamento e dal sentirsi arrivati, quando sappiamo benissimo che il mondo del poker online evolve molto in fretta.

Ai microlimiti è sufficiente, come sappiamo, un poker standard in cui non ci sono mosse particolareggiate e in cui basta seguire lo standard “ABC” conosciuto in letteratura per risultare vincenti. Fatta eccezione di questi limiti il poker online dovrebbe essere innanzitutto ricerca e spinta costante al miglioramento.

Diversi sono stati i casi nella storia recente di giocatori di poker online che si sono adagiati e accontentati del loro modo di giocare. Uno in particolare è il più eclatante, si tratta di Brian Townsend che qualche anno fa era addirittura stato inserito nel team di Card Runners come insegnante. Correva l’anno 2005 e Brian in costante ascesa, raccontava di aver dedicato un anno intero per apprendere il poker direttamente sul campo. Famosa ad esempio è l’estate che Townsend ha passato a Las Vegas praticamente mangiando, dormendo e giocando con i più forti professionisti di Sin City. Famoso è l’heads up contro Sammy Farha a poste che all’epoca erano già considerevoli.

Era stato uno dei pochi capaci di scalare tutti i livelli partendo dai microlimiti fino ad arrivare agli high stakes.

Da allora molto è cambiato, e quello che all’epoca era ritenuto il migliore giocatore online al mondo ha semplicemente dovuto cedere il passo ai vari giovani players che nel frattempo sono diventati migliori di lui. Ora, nonostante continui a battere livelli di assoluto rispetto, di certo non è più il migliore in circolazione semplicemente perché dopo la sponsorizzazione con Card Runners non ha più avuto gli stessi stimoli che aveva avuto quando era più giovane.

Il mondo del poker è in continua evoluzione e spesso la difficoltà di un giocatore vincente non è tanto riuscire a battere un livello, ma continuare a farlo nel tempo anche contro le nuove generazioni.

I più grandi casino italiani

In Italia il gioco d’azzardo dal vivo è permesso (al momento) solamente nei casino nazionali. Ma quali sono le case da gioco in Italia? Attendendo che l’utopica proposta di creazione di un casino ufficiale per ogni regione venga attuata (se mai lo sarà), vediamo insieme quali sono le case da gioco ufficiali dentro i confini nazionali.

Casinò di Venezia

Sicuramente volendo parlare di casinò nazionali non possiamo non partire da quello più blasonato e antico, il Casinò di Venezia. Fondato nel 1638 è la casa da gioco che i veneziani hanno sfruttato fin dai tempi della Serenissima ed è sostanzialmente costituito da tre case da gioco che si definiscono sotto un’unica egida anche se di fatto il Casinò di Venezia riunisce la sede storica di Ca’ Vendramin sul Canal Grande a Venezia, la sede sulla terraferma a Ca’ Noghera di costruzione più recente, e la sede del casinò del Lido. In questa, come in molte case da gioco in Italia, è possibile trovare giochi come lo chemin de fer, la roulette, Fair Roulette, Black Jack, Trente et Quarante e Caribbean Poker giocati ciascuno con il proprio dealer dal vivo. A fianco a questi si trova una vasta scelta di giochi elettronici come le immancabili slot machine e i videopoker, ma un piano viene di solito riservato anche per gli eventi televisivi come i tornei di poker IPT e gli spettacoli dal vivo.

Casinò di Campione d’Italia 

Il casinò di Campione è il secondo della nostra  tappa sulle le sale da gioco italiane. E’ sicuramente quello che, forse a causa dei più bassi costi di gestione e grazie alle dimensioni, è spesso scelto per i tornei di poker delle varie leghe italiane, Notte del poker in primis. Tra i giochi che è possibile trovarvi ci sono naturalmente le due varianti della roulette (francese e italiana), il gioco dei dadi, i giochi di carte più famosi come il trente et quarante, lo chemin de fer, il poker ed il blackjack. L’entrata alla sala è totalmente dedicata alle slot e dobbiamo sottolineare che sono presenti anche nuove varianti del Texas Hold Em, come il Texas Hold em Bonus Poker e l’Ultimate Texas Hold em.

Casinò di Saint Vincent

Il casinò di Saint Vincent si trova in una zona montagnosa su uno splendido territorio al confine con la Francia. E’ famoso per essere teatro dei vari tornei di poker minori (ma non per questo meno ricchi) che vengono organizzati nella penisola. Il casinò nasce attorno alla metà del 1700 in prossimità delle fonti termali che contribuiscono ad attirare ancora oggi molti turisti, durante le due grandi guerre il comune che lo ospita venne parzialmente distrutto e i vari debiti vennero ripagati grazie proprio alle entrate del casinò.

Qui è possibile trovare i più famosi giochi presenti nel territorio nazionale accompagnati dalla roulette questa volta rigorosamente francese.

Casinò di San Remo 

Il casinò di San Remo è sicuramente quello di concezione più recente. Viene fondato nel 1800 ma verrà restaurata svariate volte in seguito, ampliando la struttura originaria che lo rendono al momento la casa da gioco, in assoluto, più grande d’Italia. Grazie alla locazione, alle dimensioni e all’organizzazione efficientissima, il casinò di San Remo è teatro della tappa più partecipata dell’European Poker Tour di Pokerstars nonostante il buy in sia comunque considerevole (circa 5000 euro). Ogni anno oltre 2000 giocatori vengono richiamati dall’evento, per questo oltre ai vari giochi da casinò presenti nelle sale vengono sempre organizzati tavoli sit n go e tornei satellite proprio per ottenere la partecipazione a tornei maggiori, e più impegnativi, come l’EPT di San Remo.

Oltre alle maggiori sale, ci sono sicuramente circoli che, anche se non propongono un’offerta varia come nei casinò ufficiali, sono altrettanto validi e competitivi. Questo sarà argomento di discussione futura sperando che nel frattempo il gioco dal vivo subisca finalmente lo sdoganamento che tanto è atteso dai giocatori italiani.

Donne e poker

Il poker è stato fin dagli inizi un gioco a predominanza maschile, il numero di giocatori maschi infatti rappresenta secondo recenti stime il 98% dei giocatori totali. Nonostante tutto, quel 2% che rappresenta la controparte femminile è spesso formato da ottime giocatrici, alcune delle quali delle vere e proprie ambasciatrici delle attività ludiche. Alcuni nomi in particolare sono talmente conosciuti, grazie ai propri meriti, che spesso fanno invidia alla concorrenza maschile.

Con l’avvento di internet e del poker online la componente femminile è diventata di fondamentale importanza. Sia come giocatrici, sia come brand per le poker room ormai non esiste alcuno “team pro” che non abbia almeno una componente femminile, inoltre spesso le ragazze vengono scelte come commentatrici o intervistatrici per noti poker show e di tanto in tanto scelgono di passare dall’altra parte (del microfono) spesso con brillanti risultati come è successo a Liv Boeree, di cui abbiamo già parlato in passato.

Volendo fare una carrellata veloce delle donne più influenti del mondo del poker, potremmo enumerare le seguenti giocatrici:

Jennifer Harman, è sicuramente una delle due giocatrici più conosciute a Las Vegas. I suoi genitori volevano per lei una carriera del tutto differente ma lei ha dimostrato che poteva guadagnarsi da vivere in questo modo, e cosi terminati gli studi ha intrapreso una delle carriere più brillanti del pubblico femminile diventando una delle migliori giocatrici di cash game high stakes limit hold em. Tuttora è cosi che si guadagna da vivere, proprio a Las Vegas inoltre ha conosciuto il suo futuro marito, l’italiano Marco Traniello da cui ha avuto due figli. Proprio grazie all’ottima insegnante, ora anche Traniello che si era trasferito a Las Vegas per fare il parrucchiere, è un professionista del tavolo verde.

Sorte differente invece è quella che è capitata a Annie Duke, sorella di Howard Lederer (uno dei soci maggioritari di Full Tilt Poker). In famiglia si racconta che il gioco veniva fatto fin da quando lei e suo fratello erano piccoli, ma all’epoca era per divertimento. Annie studiò inglese e psicologia, ma durante gli studi universitari andava di tanto in tanto a trovare il fratello a Las Vegas dove Howard viveva e giocava come professionista da qualche anno. Fu lui a insegnarle i rudimenti del Texas Hold Em. Il gioco gli piacque tanto che i suoi viaggi a Las Vegas cominciarono a diventare talmente frequenti da indurla a lasciare gli studi e dedicarsi completamente al gioco, da allora è di questo che si occupa. Grazie agli insegnamenti del fratello ha ottenuto diversi piazzamenti alle WSOP e anche diversi milioni di dollari di premio.

Chiunque frequenti i vari circuiti di poker dal vivo conosce perfettamente il gioco estremamente aggressivo di Kathy Liebert. Kathy è il tipico giocatore da torneo, innumerevoli sono a questo proposito i piazzamenti a premio che è riuscita ad ottenere, per non parlare degli oltre 5 milioni di dollari, di premi nei soli tornei documentati, che ha ottenuto dall’inizio della sua carriera ad oggi. Dicono inoltre che Kathy sia un vero stacanovista del tavolo verde, oltre che un avversario molto ostico da battere.

Volendo cambiare letteralmente tono, chiunque di noi conoscerà sicuramente le due donne più belle del poker. Entrambe le commentatrici e intervistatrici del World Poker Tour (in stagioni diverse): Shana Hiatt (foto di sinistra) e Layla Kayleigh (foto a destra). E’ possibile notarle su tantissimi canali tematici televisivi, come PokerItalia24 in Italia.

Oltre alla naturalezza davanti alle telecamere ricordiamo che entrambe sono comparse sulle riviste patinate più conosciute dal popolo americano, rispettivamente Playboy (Shana) e Maxim (Layla) e che ora oltre a trasmissioni di poker vengono spesso invitate anche in altre trasmissioni sportive.

Poker:I tells del nel gioco dal vivo – 2^ parte

Continuiamo il discorso che facevamo qualche giorno fa riferito ai comportamenti da osservare negli avversari, i tells. Volendo continuare a distinguere i comportamenti fisici indotti dalla tensione e dalla pressione psicologica finiamo per sottolineare gli ultimi 5 dei 10 gruppi più comuni che si riscontrano più frequentemente, con un occhio di riguardo anche ai cosiddetti “betting patterns”.

1.Osservazione delle proprie chips

Se osserverete gli avversari al tavolo che guardano le proprie chips con aria di chi sta pensando cosa farne significa quasi sicuramente che le carte del board (quindi sul flop) hanno generato un punto e il giocatore è intenzionato a giocare. Se noterete questo comportamento e avete una combinazione non particolarmente forte regolatevi di conseguenza.

2.Guardare le proprie carte una seconda volta

Quando scende su un board una terza carta a colore e un giocatore guarda di nuovo le proprie carte private significa che sta cercando se una delle due carte è dello stesso seme del draw del board. Tipicamente il giocatore riguarda la propria mano perché ricorda solamente che le due carte sono di semi differenti tra loro.

3.Betting pattern ricorrenti

Uno dei più importanti tell in assoluto è l’osservazione dei betting pattern. Questo non è propriamente un tell nel senso di gestualità fisica ma rappresenta il modo ricorrente in cui un giocatore affronta una determinata situazione. Osservare bene l’azione che si svolge tra due avversari quando non siete coinvolti nella mano rappresenta il miglior modo per carpire questo tipo di informazioni. Se notate ad esempio che un giocatore fa un check quando il suo punto è nuts (il migliore possibile in quella mano), oppure che folda spesso quando viene controbilanciato, ne dovrete tenere conto quando giocherete contro di lui nelle mani successive.

4.Postura e atteggiamento al tavolo

La postura è il modo in cui un avversario si siede al tavolo rappresenta un importante tell, sia sulla mano in corso sia sul tipo di gioco che l’avversario ha. Una postura eretta e un atteggiamento attento solitamente indica una buona mano, al contrario una postura rilassata e un atteggiamento disinteressato indica una pessima mano di partenza. Per quanto riguarda il bluff invece, quando un avversario protende verso di voi quasi con aria di sfida spesso indica che l’avversario sta bluffando (sempre per il principio che in un gioco di inganni come il poker la manifestazione fisica di forza spesso equivale a mani deboli).

5.Chips stacking

Il modo in cui i giocatori impilano le proprie chips al tavolo spesso indica che tipo di gioco essi prediligono, conservativo o aggressivo. I giocatori conservativi (tight) tendono a conservare le proprie chips in modo organizzato e ben definito, distinguendo i vari tagli e le diverse chips in pile differenti. Al contrario i giocatori loose tendono a raggruppare in modo maggiormente disordinato le proprie chips mantenendo piccole pile o gruppetti di chips di valore diverso le une sulle altre, in modo meno regolare.

Questi sono i principali comportamenti che Mike Caro (in foto) ha osservato e riportato nei suoi libri, tuttavia oltre a questi ci sono tutta un serie di varianti e sfumature che rendono questi “atteggiamenti” preziosissimi al tavolo verde. Perciò se mai vi sederete ad un tavolo dal vivo prestate attenzione e catalogate nella vostra mente i gesti e le comunicazioni non verbali dei vostri avversari, ne trarrete sicuramente beneficio.

Strategie giochi casino online, osservazioni del punto banco

Continuiamo il discorso che avevamo cominciato solamente qualche giorno fa per quanto riguarda il gioco del punto banco nei casino online. In questa sede diremo le strategie e le osservazioni per un gioco più efficace e profittevole nei casino online.

Innanzitutto dobbiamo evidenziare che sebbene il punto banco sia un gioco derivato dal baccarat è per gran parte influenzato dalla fortuna, quindi ciascuna mano ha o dovrebbe avere, le stesse probabilità di vincere rispetto a tutte le mani precedenti. Una delle osservazioni più interessanti a questo proposito è che se osserviamo il banco vincere per una serie consecutiva di mani non necessariamente avremo il banco vincente anche nelle mani future anche se, di fatto, a volte lo sarà. E’ importante sottolineare perciò che la puntata sul banco, anche se in minima parte più sicura, viene pagata leggermente meno del rapporto 1:1 (puntata/vincita) proprio per compensare questo fattore.

Una delle strategie migliori che è possibile trovare per i casino online è legata alle serie di Fibonacci ed è lo stesso principio che viene utilizzato anche nella roulette. Se opportunamente modificato il sistema può risultare azzeccato (ovviamente in momenti non particolarmente sfortunati). Il sistema prevede:

  • La puntata sul punto del giocatore o del banco in una prima puntata.

  • Se la prima mano risulta perdente si punta il doppio del valore della prima puntata sul punto opposto a quello puntato precedentemente.

  • Importante: ci si impone un tetto massimo di puntata pari a 10 volte il valore della prima. Raggiunto il tetto si ricomincia con una puntata pari al valore primario. La serie perdente in questo caso (il caso peggiore) risulterà irrimediabilmente compromessa.

Ovviamente la puntata sul pareggio del punteggio è enormemente più rara rispetto alle altre due e il pagamento di 8 volte la posta iniziale non è proporzionale al rischio, ecco perché se vorrete effettivamente cimentarvi nel punto banco dovrete lasciar perdere la puntata sull’egalitè.

Infine, bisogna sempre scegliere con oculatezza il tavolo di gioco del casino online, le puntate minime devono sempre essere alla portata del proprio budget e, cosa più importante di tutte, bisogna ricordarsi che è sempre e comunque un gioco.

Poker: I tells nel gioco dal vivo – 1^ parte

Nel gioco dal vivo ci sono serie di comportamenti, azioni e gesti involontari che rivelano l’entità e la forza della propria mano. Un osservatore attento può capire molto di un avversario semplicemente osservando il tremore delle sue mani, la sua espressione facciale o con quanta velocità e a che distanza mette le chips sul tavolo.

Le cose che dovrete tenere bene d’occhio quando giocate sono essenzialmente tre, come ci spiega Mike Caro nel suo libro “Poker Tells – Psicologia e Body Language nel Poker”:

  1. Espressioni facciali

  2. Gesti e linguaggio del corpo

  3. Movimenti delle mani

Tra questi risulta evidente che il più significativo è sicuramente il terzo punto in quanto le mani durante il gioco sono continuamente in movimento.

Detto questo non ci possono essere certezze che un determinato comportamento ha sicuramente un determinato significato, perché i segnali che il corpo manda inconsciamente variano da persona a persona. Il segreto in questo caso è memorizzarli e ricordarli per le mani successive. Inoltre dobbiamo ricordare che i giocatori scarsi o poco esperti potrebbero avere molti tell, mentre quelli esperti e navigati potrebbero indurre gli avversari a pensare che in determinate situazioni si comportano in un certo modo, dando dei falsi tell.

Fatte le dovute premesse suddividiamo i tells più frequenti in 10 gruppi:

1.Il movimento degli occhi

Se osserverete i giocatori al tavolo, noterete che le persone, soprattutto quelle meno esperte non possono controllare il movimento involontario degli occhi e questi raramente mentono. Una sbirciata furtiva e disinteressata alle carte indicherà che il giocatore non ha particolare interesse a giocare quella mano e che le sue carte non sono sufficientemente forti. Al contrario l’osservazione degli avversari alla propria sinistra sta ad indicare che un giocatore vorrebbe sapere in anticipo cosa faranno gli avversari dopo di lui perché è intenzionato a giocare quella mano.

2.L’espressione facciale

La cosiddetta “poker face” è la tipica espressione che non lascia trasparire emozioni. Perché se un avversario nota dell’eccitazione in voi alla vista della vostra mano saprà a priori che avete una mano forte. Disgusto al contrario indicherà che non parteciperete alla mano.

3.Forte significa debole, debole significa forte

Può sembrare un controsenso, ma in un gioco fatto di bugie. Le espressioni e i gesti impetuosi nella stragrande maggioranza dei casi indicano mani deboli, mentre movimenti lenti e pacati indicano mani forti e sicure.

4.Ansietà

L’ansietà è una delle forme di tell più comune nei principianti che messi sotto pressione e di fronte a mani buone aumentano visibilmente la frequenza del respiro e variano il loro colorito.

5.Il tremore delle mani

Come nel caso precedente, il tremore delle mani è dettato soprattutto dalla pressione psicologica e dall’ansia. Una persona che mette le chips al centro del tavolo tremando indica quasi sicuramente che possiede una mano forte.

Prossimamente indicheremo quelle forme di tells che appartengono più specificatamente alla sfera psicologica e solo indirettamente a quella emotiva.

Continua…

Strategia del poker: Il principio di Baluga e la rivalutazione del turn

Potrebbe trattarsi di una delle pensate più azzeccate degli ultimi anni, quello che il noto giocatore professionista Andrew “BalugaWhale” Seidman ha teorizzato e scritto sul forum 2+2 americano (il più grande forum a tematica poker nel mondo). In realtà, com’è successo in casi molto più eclatanti nella storia, Andrew ha semplicemente riportato quello che molti dei giocatori sapevano ma che si limitavano a praticare senza insegnare.

Come ci spiega Seidman il principio è molto chiaro e, come ognuna delle varie nozioni della letteratura del poker, si enuncia con poche semplici parole:

Se l’avversario vi rilancia sul turn, la forza della vostra mano andrebbe decisamente rivalutata se avete soltanto una coppia”

Per capire meglio il significato di queste parole immaginiamo di avere una buona mano di partenza come ad esempio AK offsuit e decidete di rilanciare preflop per primi. Venite chiamati da un unico avversario che è in posizione su di voi. Il flop vi è favorevole e presenta A-9-3 rainbow, abbastanza per farvi puntare ragionevolmente anche sul flop in continuation bet, puntate perciò 2/3 del piatto ricevendo ancora una volta il call da parte del vostro avversario. Il turn porta un 6 dello stesso seme dell’asso, non abbastanza per farvi preoccupare, perciò decidete di puntare una puntata decisa in modo da non dare le odds al vostro avversario per eventuali draw di colore. Il vostro avversario però dopo pochi momenti di riflessione rilancia la vostra puntata.

A questo punto si aprono scenari che prima di questo fatto non immaginavate neanche perché presi dal cercare di estrarre valore dalla vostra top pair e impedire al tempo stesso l’eventuale colore avversario. In questi casi entra in gioco il principio di cui parlavamo prima. La maggior parte delle volte in cui vi trovate in questi casi dovrete orientarvi a procedere con un fold.

L’avversario vi rilancerebbe con qualcosa di meno di una top pair? Decisamente no, ecco perché scenari di questo tipo fanno solitamente presagire che l’avversario avrà in mano qualcosa di abbastanza forte da battervi in quel momento (sul turn), ma di non rischiabile con un eventuale river (a picche), probabilmente una doppia coppia o un set. Certo l’avversario potrebbe benissimo avere bluffato ma di certo anche il solo fatto di trovarvi fuori posizione, vi impone di abbandonare per non dover effettuare una giocata ancora peggiore sul river, di quanto potrebbe essere la chiamata del rilancio del vostro avversario sul turn.

Giochi da casino online: il punto banco

Qualche settimana fa parlavamo del Baccarat, oggi invece vogliamo introdurre la variante che va per la maggiore nei casino online e nei casino d’Italia: il punto banco. Le differenze tra il punto banco ed il fratello maggiore non sono di grande entità e l’andamento principale dei due giochi segue un’anima comune. Il punto banco però si differenzia dal baccarat e dallo chemin de fer per il modo in cui avviene la sfida, mentre nei primi due il gioco avviene tra tutti i giocatori e il banco, nell’ultimo il gioco avviene esclusivamente contro il banco. Inoltre nel punto banco le decisioni che i giocatori devono prendere si limitano esclusivamente a quelle relative alla puntata, contrariamente a quello che accadeva ad esempio con lo chemin de fer.

Il Baccarat e le sue varianti minori sono talmente simili che a volte i giocatori si riferiscono a nomi diversi per indicare lo stesso gioco. Nel punto banco infatti le giocate sono esattamente le stesse che ritroviamo nel baccarat, ma la puntata sul punto del giocatore viene chiamata “punto” mentre su quella della casa viene chiamata “banco” ed è possibile anche la puntata sul pareggio. Lo svolgimento della mano deve però sottostare a tre semplici regole:

  • Il giocatore è obbligato a tirare la terza ed ultima carta avendo un 0-1-2-3-4-5

  • Con 6-7 è obbligato è restare

  • Con 8-9 è obbligato a fermarsi

Inoltre anche il banco ha delle regole precise che regolano il suo comportamento:

  • Quando il banchiere ha 0,1,2 deve tirare

  • Quando ha 3 deve tirare se da 1,2,3,4,5,6,7 o 10 ma deve restare con 8

  • Quando ha 4 deve tirare se da 2,3,4,5,6 o 7 ma deve restare con 1-8-9-10

  • Quando ha 5 deve tirare dando 4,5,6 o 7 ma deve restare con 1,2,3,8,9,10

  • Quando ha 6 deve tirare dando 6 o 7 ma deve restare con 1,2,3,4,5,8,9,10

  • Con 7,8 o 9 deve restare

Il pagamento dei punti effettuati avviene in rapporto 1:1, tranne quando il giocatore punta sul banco, in questo caso viene trattenuta una piccola percentuale sulla vincita. La puntata sulla parità della mano, la cosiddetta “egalité”, viene pagata in rapporto 8:1 (o superiori a seconda delle regole della casa).

E’ un gioco che si presta molto bene ad essere giocato online, ecco perché oltre a trovarlo dal vivo praticamente ovunque lo troverete sicuramente anche nelle maggiori piattaforme dei casino online.

Giocare nitty paga ancora

Chi di voi ha giocato almeno una volta cash game online sa bene che cosa significa quando si trova davanti un giocatore loose o un giocatore tight. Il gioco loose è quello maggiormente imprevedibile, giocare loose comporta maggiori rischi e richiede maggiori capacità di lettura del board post-flop. La tendenza generale che c’è stata ai tavoli cash game in questi ultimi anni è di rendere il gioco più aggressivo e loose, a volte al limite del ridicolo. I vari giocatori tight sono quelli che si sono distinti dalla massa per essere gli unici in grado di accumulare denaro senza sperperarlo in giocate fantasiose e, come già detto, rischiose.

Volendo escludere gli high stakes possiamo affermare con una buona approssimazione che i giocatori che nel momento attuale guadagnano di più sono sicuramente i più solidi, quelli che in gergo vengono chiamati giocatori nitty. Svariate discussioni nate nei più grandi ambienti online di questi anni sono proprio a favore di questa teoria: per battere gli small stakes e i middle stakes non servono giochi particolarmente aggressivi. Questo principio è totalmente in controtendenza con la piega che sta prendendo il poker soprattutto nella modalità cash e, proprio per questo motivo, è efficace.

Immaginate di essere ad un tavolo di soli giocatori loose e aggressivi, voi siete l’unico tight. Ebbene vi vorrà del tempo, ma dopo un determinato numero di ore, con un poker abc potrete alzarvi dal tavolo da vincenti. Il gioco di questo tipo si fonda su tre punti fondamentali:

  1. Si gioca quando si ha il punto, si folda quando il punto non c’è.

  2. Si prendono decisioni basate sul buon senso nel 90% dei casi, il 10% del tempo si riserva come spazio alla creatività del giocatore, giusto per variare il gioco di tanto in tanto ed evitare di essere prevedibili.

  3. Per giocare un grande piatto serve una grande mano, per giocare un piccolo piatto basta una piccola mano.

Il gioco nitty è un gioco che predilige le value bet rispetto ai bluff. Soprattutto agli small stakes i bluff non sono creduti e i giocatori sono tentati a chiamare più spesso, ecco perché voi sfrutterete molto di più le value bet quando il punto lo avrete davvero rispetto a quando blufferete senza niente in mano. Inoltre questo tipo di gioco ha diversi vantaggi, ad esempio permette di evitare le oscillazioni del bankroll soprattutto quando non state giocando alla perfezione e per qualche motivo non state esprimendo il vostro miglior poker. Al contrario un gioco loose porterà a oscillazioni considerevoli quando non stiamo giocando bene, con le conseguenze economiche e psicologiche (come i tilt) che questo comporta.

In definitiva, in un momento del poker in cui fare hero call (chiamate al limite) e rebluff controrilanciando sta diventando sempre più di moda, un “ritorno alle origini” potrebbe essere la scelta in assoluto più remunerativa.

I tells nel gioco del poker online

I tells, come molti di voi sapranno, sono tutti quei comportamenti involontari che danno informazioni a chi è presente al tavolo sulla forza della propria mano o sulla veridicità della propria azione. L’accelerazione del respiro, il tremore delle mani e il posizionamento delle puntate sul tavolo in determinati modi possono indicare a un avversario attento com’è il vostro punto rispetto al suo.

La stragrande maggioranza di questi gesti involontari sono celati quando giocate online e l’avversario contro cui state giocando non lo potete sicuramente vedere ma ponendo sufficiente attenzione scoprirete che alcuni comportamenti si possono dedurre anche dalla pressione dei tasti e dall’uso degli strumenti di gioco.

I comportamenti più comuni da osservare sono almeno sei:

  1. Il check istantaneo

  2. Il call istantaneo

  3. Il min-raise istantaneo

  4. Il fold istantaneo

  5. Il fold costante istantaneo

  6. L’uso del time banking

Il check istantaneo

Il check istantaneo è uno dei comportamenti più comuni dei principianti ed è di solito indicativo di un punto medio o di un punto basso come middle pair, bottom pair, top pair con bad kicker o nessun punto. Facendo check istantaneamente l’avversario praticamente dichiara di voler vedere ulteriori carte per vedere se la forza della propria mano aumenta. Noi non vogliamo dargli questa soddisfazione giusto?! Puntare per valore o provare a rubare il piatto è solitamente la soluzione migliore.

Il call istantaneo

Al pari del check istantaneo il call se avviene istantaneamente significa quasi sempre punti non sicuri o piccoli progetti di scala o colore. In questo caso occorrerà porre attenzione al turn nel caso l’insta-call avvenga al flop.

Il raise minimo istantaneo

Il raise minimo istantaneo sta solitamente a significare due cose, o un punto forte giocato da un giocatore ancora inesperto o che l’avversario tenta di confonderci o provocarci. Se c’è stata “history” con questo avversario e l’avete battuto (o outplayato) più di qualche volta potrebbe essere un tentativo di provocarvi, altrimenti è necessario leggere bene le carte sul tavolo.

Il fold istantaneo

Il fold istantaneo specie se intervallato a giocate effettuate con criterio significa che l’avversario è probabilmente un tipo tight e sta selezionando il proprio range di apertura. Inoltre è un avversario che sta seguendo il gioco.

Il fold costante istantaneo

Se il numero di fold istantanei è frequente e spesso comporta il sit-out significa che, contrariamente rispetto a prima, l’avversario è distratto da qualcosa e non pone sufficiente attenzione al gioco. Probabilmente quando rientrerà in gioco lo farà con giocate suicide, poco importa, nel frattempo continuerete a rubargli i bui (ovviamente altri avversari permettendo).

L’uso del time banking

Quando l’avversario usa tutto il tempo a disposizione per prendere una decisione e poi checka vorrebbe indurvi a pensare che abbia un punto forte che in realtà non ha. In questo caso nella stragrande maggioranza dei casi è utile fare un puntata per valore non esagerata.

Nel caso l’avversario usi tutto il proprio tempo per poi puntare o rilanciare solitamente sta ad indicare che il suo punto è effettivamente molto forte. In questo caso abbandoneremo la mano.

Chiaramente queste sono le principali linee guida e ovviamente non sono applicabili alla lettera sempre, in linea generale però offrono una buona panoramica dei comportamenti insoliti che troverete al tavolo.