La nascita del poker televisivo

Il poker come lo vediamo in tv non è sempre stato cosi, due sono state le tappe che hanno segnato l’ingresso del poker nel mondo televisivo, vediamo quali.

Negli anni settanta il poker giocato era quasi esclusivamente il seven stud, una variante del poker giocata con sette carte ora caduta in disuso, il texas hold em era allora solo un gioco di nicchia.

Con l’affermarsi di quest’ultimo e della televisione si pensò di organizzare tornei di texas hold em e mostrarli al grande pubblico. Ma l’impatto delle prime esperienze non fu affatto caloroso, il pubblico non apprezzava il poker televisivo perché pur scegliendo ambientazioni particolari e personaggi stravaganti non riusciva a vedere le carte dei giocatori.

Solo nel dicembre 1996 Henry Orenstein, noto disegnatore di giocattoli come ad esempio i “Trasformers” (oltre ad altri 100 brevetti), permise di superare questo ostacolo. Orenstein negli anni novanta aveva già vinto un braccialetto nella variante da lui preferita, il seven stud, ma il texas all’epoca era già molto in voga e seguendo un torneo in una trasmissione televisiva la trovò, cosi come molti altri, estremamente noiosa. Questo episodio spinse il giocattolaio a proporre l’invenzione per il quale ora è maggiormente ricordato, la poker cam, una piccola telecamera posta a bordo del tavolo che inquadra le carte del giocatore quando questo le scopre.

Ma il poker rimaneva allora solamente un trasmissione che interessava un pubblico di nicchia e ancora non paragonabile in termini quantitativi a quello che seguiva una trasmissione sportiva normale.

Con l’avvento del nuovo millennio cominciarono a spuntare le prime piattaforme dedicate al gioco online, tra le quali Pokerstars nel 2001. Proprio grazie a questa un ragioniere che prima di allora era del tutto sconosciuto era riuscito a vincere un satellite da 40 dollari che permetteva al vincitore di andare a giocare il Main Event delle Wsop 2003. A luglio di quello stesso anno proprio quel ragioniere, al secolo Chris Moneymaker, vinceva il torneo più prestigioso battendo nell’heads up conclusivo il forte professionista Sam Farha ed aggiudicandosi un premio di 2 milioni e mezzo di dollari.

Grazie a questo episodio si è assistito all’effetto “Moneymaker” (chiamato cosi da quel momento in poi), che ha permesso non solo di aumentare vertiginosamente il numero dei giocatori che ogni anno partecipano alle WSOP e ai tornei in generale, ma anche l’utenza televisiva interessata a questo straordinario gioco. Sfruttando la notorietà del momento Chris scrisse anche una autobiografia pubblicata nel 2005 dal titolo “Moneymaker: how an amateur poker player turned $ 40 into $ 2,5 million at the World Series of Poker” (Moneymaker: come un giocatore amatoriale traformò 40 dollari in due milioni e mezzo alle World Series of Poker).

Grazie a questi due episodi si stima che la crescita del poker televisivo sia stata tale da generare oltre 150000 nuovi posti di lavoro fino ai giorni nostri.

Il primo trimestre 2011 dei big del poker

La primavera ormai alle porte va a sancire la fine del primo trimestre del 2011. Puntualmente, come avevamo già fatto per la fine dello scorso anno, riportiamo l’andamento dei giocatori più seguiti e più invidiati del mondo. I top players sono da sempre una stretta cerchia di giocatori e a parte qualche rara eccezione, che vedremo tra poco, le nuove leve spesso sembrano fare la parte delle comparse di una trama più ampia.

Volendo cominciare a parlare dei cash game non possiamo non introdurre i quattro giocatori che si sono sempre distinti per le loro capacità in questo ambito. Phil Ivey il re incontrastato degli all-around poker player vive un periodo di acque calme che gli portano un profitto provvisorio di poco più di un milione di dollari.

Tom Dwan è da qualche tempo lontano dalle scene dell’online perché troppo distratto dai giochi live di Macao, per questo il suo inizio del 2011 non è stato tra i più brillanti e ha registrato un passivo di più di un milione e 400 mila dollari. Un piccolo profitto anche per Patrick Antonius, anche se nulla può essere paragonato a quello che sta facendo registrare Gus Hansen in questo primo periodo dell’anno.

Solo la scorsa notte in sole 95 mani è riuscito a racimolare qualcosa come 450.000 dollari che lo portano a quota $4.167.034 per il 2011 finora condotto. Solo volendo quantificare la differenza con le perdite dell’anno scorso possiamo dire che queste sono quasi colmate, anche se sappiamo che Gus non è insolito vincere considerevolmente i primi mesi dell’anno per poi dilapidare tutto nei periodi successivi (come era accaduto nel 2010).

Per ora sappiamo che il nuovo Gus di quest’anno sembra aver trovato la sua dimensione più favorevole con i giochi CAP limit e al momento sembra essere il numero uno in questa variante. Menzione a parte va fatta anche per Daniel Cates che si porta a quota +$1,2M dollari, cosi come Matt Hawrilenko a +1,77M. Viktor “Isildur1” Blom invece continua i suoi continui alti e bassi cosi come lo avevamo sempre visto.

Parlando dei tornei abbiamo notato che Daniel Negreanu ha scalzato in un primo momento “sua maestà” Phil Ivey dal trono della All Time money list dei tornei live, per poi venire a sua volta detroneggiato dalla performance di Erik Seidel.

Proprio il famoso “eterno secondo” sta vivendo l’annata migliore in carriera vincendo di soli tornei ben $ 4,342,283 che lo proiettano all’incredibile cifra di $ 14,697,297 vinti nei tornei documentati. Complici alcuni tornei dal buy in veramente cospicuo come il super high roller da 250,000 dollari degli Aussie Million, si è venuto a creare scherzosamente il detto “Si partecipa ad un torneo prestigioso, con gente prestigiosa, …. e poi lo vince Erik Seidel”.

Parlando delle note dolenti per ora fanno peggio di tutti (oltre al già citato Tom “Durrrr” Dwan) il tedesco Kagome Kagome (ex IHateJuice) con una perdita di 1,3 milioni e “fishosaurusREX” con una perdita di 1,2 milioni.

Il tilt nel poker

Uno degli aspetti più odiosi del gioco del poker è la perdita di un piatto quando sapevamo di aver agito bene e giustamente. A volte accade che un avversario ottenga uno dei pochi out che gli servono per completare un punto sufficiente per batterci in una situazione in cui parte da nettamente sfavorito, a quel punto scatta qualcosa nella nostra testa che ci fa imbestialire o semplicemente non ci fa giocare con la serenità e la concentrazione che sarebbe richiesta. Questo fenomeno è conosciuto in gergo come “tilt”.

La questione principale ruota attorno ad un concetto: il poker è un gioco che premia nel lungo periodo.

Siamo sempre stati abituati fin da piccoli che ogni buona azione, ben condotta e ben architettata, quando viene portata a compimento verrà sempre ripagata nel modo migliore, ebbene questo avviene in moltissimi campi della vita, ma non nel poker. Più precisamente non avviene sempre, ma sappiamo che avverrà nella maggior parte dei casi e questo porterà i frutti sperati solo nel lungo periodo e all’aumentare del numero di giocate effettuate in quel modo. Dall’altro lato della medaglia questa è anche la questione che porta i giocatori perdenti a continuare a giocare (e a perdere).

Quando è possibile riconoscere che siamo in uno stato di tilt?

Possiamo riconoscere lo stato di tilt quando abbiamo appena ricevuto un duro colpo, abbiamo perso in modo orribile un piatto che sentivamo essere già nostro, o veniamo insultati o provocati per aver vinto un piatto immeritatamente. Se una di queste azioni ci disturba eccessivamente spesso le azioni a seguire da quel momento risultano compromesse dal tilt.

Che cosa provoca il tilt?

Il tilt è la bestia nera di qualsiasi giocatore, provoca stati ansiosi, stati di irritabilità e aggressività incontrollata. Inoltre provoca azioni giocate che normalmente giudichereste come irragionevoli, solitamente nei principianti questo si traduce come rilanci molto più frequenti preflop, anche con mani marginali e puntate esagerate. In alcuni provoca l’effetto contrario, in questo caso il giocatore folda troppo spesso e più del dovuto. In entrambi i casi il tilt vi procurerà delle immediate conseguenze: avrete la sensazione di non riuscire a gestire più la partita in corso e comincerete a perdere frequentemente e in modo più consistente.

Che cosa fare se riconosciamo di essere in tilt?

La cosa più giusta da fare in questi casi è staccare la spina e smettere di giocare per un po’. Il tempo necessario a riprendere la concentrazione è soggettivo da persona a persona, i principianti a volte impiegano giorni a ritrovare la serenità nel gioco, al contrario i professionisti sono dotati di molto più autocontrollo e basta che si distraggano per qualche minuto per poi ritornare a giocare.

Perciò per essere giocatori vincenti non basta solamente colmare le proprie lacune dal punto di vista tecnico, ma bisogna anche imparare a mantenere i nervi saldi e una mente lucida anche nelle situazioni di forte stress psicologico.

Strategie di gioco per il Pai Gow Poker online

Qualche giorno fa abbiamo introdotto il gioco del Pai Gow Poker, un gioco da casino online che combina gli aspetti del texas hold em con il draw poker all’italiana. Come per ogni gioco che abbiamo trattato in precedenza esistono delle strategie che, se seguite, permettono di avere un gioco profittevole. Analizziamo quali sono queste linee guida spesso dettate dal buon senso e dall’esperienza di gioco nel nostro casino online preferito.

Come sappiamo la mano alta a Pai Gow deve avere necessariamente un valore più alto rispetto alla combinazione di texas hold em (mano bassa) ma per vincere bisogna che entrambe le mani siano vincenti rispetto a quelle del banco. Quindi volendo fare una cernita, dalla migliore alla peggiore, le possibili combinazioni che potete incontrare sono queste e andranno trattate nel seguente modo:

Scala reale, scala colore, colore e scala

Questo caso è il migliore ma anche il meno gestibile. Se tra le carte oltre alla scala reale/colore/scala è presente:

  1. Una coppia: si usa la coppia nella mano bassa

  2. Senza una coppia: si gioca il colore o scala/scala reale possibile in modo da lasciare le carte più alte possibile nella mano bassa.

Poker servito

Una tra le combinazioni migliori che vi possa essere servita è quando avete 4 carte dello stesso valore tra le 7 date.

  1. Da 2 a 6: nel caso di poker di 2 fino a quello di 6 usatelo nella mano alta e usate le carte più alte nella mano bassa.

  2. Da 7 a 10: dividetelo a meno che non ci sia un K o un asso da giocare nella mano bassa.

  3. Da J a K: dividetelo a meno che non ci sia un asso da giocare nella mano bassa

  4. Di assi: dividetelo sempre.

  5. Una coppia oltre al poker: la scelta è semplice, il poker va nella mano alta e la coppia nella bassa.

  6. Un tris oltre al poker: come sopra si lascia il poker nella mano alta e una coppia (di quel tris) nella bassa.

Full servito

Il full servito di norma si separa sempre, lasciando perciò il tris nella mano alta e la coppia nella mano bassa. In questo modo si avranno due punti buoni in entrambe le mani.

Due tris serviti

In questo caso la coppia più alta di uno dei due tris si gioca nella mano bassa.

Un tris servito

Il tris da solo va giocato sempre nella mano alta tranne nel caso del tris d’assi, in questo caso si usa una coppia d’assi nella mano alta e il terzo asso con la carta più alta tra le rimanenti nella bassa.

Tre coppie servite

Nel caso di tre coppie servite, bisognerà sempre privilegiare la mano bassa. Si utilizzerà la coppia più alta tra le tre disponibili nella mano bassa.

Due coppie servite

Si separano sempre le coppie (usando la più alta nella mano alta), tranne che nei seguenti casi:

  1. Se la somma delle due coppie è bassa, diciamo inferiore al 16, e c’è almeno un re da mettere nella mano bassa.

  2. Se la somma delle due coppie è inferiore a 15 e c’è un asso da mettere nella mano bassa.

Una coppia servita

La coppia andrà nella mano alta e due carte più alte rimanenti andranno nella mano bassa.

Nessuna combinazione

Nella mano bassa andrà la seconda e terza carta per valore, mentre nella alta la prima per valore e le restanti.

Con queste linee guida non avrete difficoltà a giocare la meccanica del Pai Gow Poker anche se non avete maturato un’enorme esperienza. Ovviamente come sempre partite da limiti contenuti per poi aumentare eventualmente quando vi sentirete sufficientemente abili.

Approccio ai tornei lunghi nel poker

I grossi tornei di poker svolti dal vivo spesso possono durare giorni e giorni, una strategia basata solamente sullo sfruttamento degli errori altrui non è praticabile cosi come avviene per i sit n go, ecco perché per essere vincenti bisogna sviluppare una strategia che permetta di arrivare alle fasi finali del torneo con uno stack sufficientemente grande da permettere un buon margine di manovra. Le strategie per affrontare un torneo di poker sono sostanzialmente tre a seconda di altrettante correnti di pensiero di giocatori affermati.

Gioco Supertight

Alcuni giocatori italiani, specialmente quelli che provengono dal gioco live della vecchia guardia, preferiscono giocare solamente le mani che possono essere considerate estremamente competitive contro i range di un field aggressivo (come risulta essere la stragrande maggioranza dei nuovi talenti provenienti dal poker online). Il loro stile di gioco comprende il fold nella stragrande maggioranza delle situazioni preflop e il rilancio in maniera marcata in caso di mano premium o molto buona. Questo genere di giocatori è solitamente quello che riesce a resistere alle fasi iniziali e intermedie del torneo di poker portandosi quasi sempre nelle situazioni avanzate. Lo stack tuttavia risulta essere quasi sempre limitato o addirittura insufficiente per giocate fantasiose, tipicamente il loro torneo termina in zona “bolla” (cioè quando mancano pochi player out ai premi) o in una posizione premiata lontana però dai premi consistenti.

Go big or go home

Questo genere di approccio è stato per la prima volta notato e chiamato in questo modo dai conduttori delle WSOP guardando lo stile di gioco di Dario Minieri (e come lui anche altri colleghi come Annette Obrestad). Si tratta sostanzialmente di avere un gioco molto aggressivo che comporta l’entrata nel piatto con moltissime combinazioni di carte, anche marginali, e l’uso frequente del controrilancio allin. Ma l’aspetto che più di altri contraddistingue questo genere di approccio è l’assunzione di molti rischi da parte del giocatore, giocando piatti enormi in situazioni a volte incerte. In questo modo, come il nome della filosofia evidenzia, se il piatto viene vinto il ritorno in termini di stack è estremamente notevole e permette al giocatore di imporre il dominio sul tavolo di poker “bullandolo” da quel momento in poi, se il piatto è perso spesso questo è talmente grande da compromettere il torneo stesso del giocatore, decretandone di fatto l’uscita. Questo genere di giocatori sono molto aggressivi e loose durante tutte le fasi del torneo, quando vanno a premio il loro stack permette di arrivare spesso al tavolo finale e qualche volta di vincere. Al contrario della strategia precedente però la frequenza con cui andranno a premio sarà sicuramente minore a parità di tornei di poker giocati.

Tight nelle fasi iniziali, loose nelle fasi avanzate

Il giusto mix tra i due approcci citati sopra è quello che è stato avanzato da due membri del team pro di Full Tilt Poker, Howard Lederer e Chris Ferguson. In pratica il torneo si basa sul gioco supertight nelle primissime fasi del torneo, tight nelle fasi iniziali, e via via sempre più loose con l’avvicinarsi della zona premi. In questo modo i rischi vengono presi solo quando la fase cruciale del torneo lo richiede, come la zona bolla e le zone a premio. Alcuni ritengono invece che un approccio diametralmente opposto (loose all’inizio e tight in zona bolla), permetta di raggiungere più facilmente la fase finale del torneo anche se non è buona dal punto di vista dell’immagine che il giocatore ha nei confronti degli avversari al tavolo.

La scelta dell’approccio da utilizzare al tavolo di poker non è solo soggettiva ma si basa anche sul tipo di torneo, la sua lunghezza e il field dei giocatori partecipanti. Rimane a voi di volta in volta la scelta di quale tipo di strategia adottare.

Giocare a Pai Gow Poker nei casinò online

Il Pai Gow Poker è sicuramente uno dei giochi minori e meno conosciuti dei casino online. Mentre nelle ambientazioni dal vivo specialmente in Italia e in Europa è difficile da trovare, nelle realtà nei casino online è ormai divenuto popolare e discretamente apprezzato.

Il Pai Gow Poker ruba la parte iniziale del nome ad un gioco simile al domino, il Pai Gow appunto. Al di la delle evidenti differenze con la versione a tessere, la controparte cartacea è un gioco piuttosto semplice se si conoscono le regole basilari del Draw Poker e del Texas Hold Em.

Sostanzialmente il gioco consiste nel giocare due mani distinte delle due discipline utilizzando le 7 carte che vengono distribuite al giocatore. Le carte sono prese da un mazzo di 53 carte in cui la 53esima è il jolly. Il giocatore stesso dovrà comporre la composizione migliore delle due mani da utilizzare, una da 5 carte e una da 2 carte. La mano composta da cinque carte è nota come “mano alta” quella da due carte “mano bassa”. La mano da cinque carte deve necessariamente avere un valore più alto di quella da due carte e il giocatore per risultare vincente dovrà avere entrambe le proprie combinazioni migliori rispetto a quella del banco, come appare nell’esempio in figura.

La peculiarità di questo gioco è che vedrete immediatamente le vostre carte scoperte e inoltre avrete la possibilità, offerta quasi sempre, dal software del casinò per effettuare la sistemazione automatica delle carte nel modo migliore possibile. In questo caso il giocatore non dovrà nemmeno preoccuparsi di trovare le due combinazioni migliori.

Interessante è la distribuzione dei punteggi che ruota interamente attorno al ruolo del jolly. Il jolly viene utilizzato sia come asso, sia come carta per chiudere una scala, un colore, o una scala colore (straight flush). Nell’ordine di presa troviamo le combinazioni in questo ordine (dalla migliore alla peggiore):

  1. 5 Assi (utilizzando il jolly come quinto asso)

  2. Scala reale

  3. Scala colore

  4. Poker

  5. Colore

  6. Scala

  7. Tris

  8. Doppia Coppia

  9. Coppia

  10. Asso

  11. Carta alta

Bisogna ricordare che nel Pai Gow Poker a parità di punteggio il banco vince, inoltre il margine del banco è del 5% rispetto al giocatore, commissione che avviene per ogni piatto vinto dal giocatore.

 

In caso di vincita di una sola delle due mani, il giocatore non vince e non perde niente e la mano finisce in parità. Inoltre una delle differenze sostanziali con il poker tradizionale è che la scala minima A-2-3-4-5 ha il secondo valore più alto tra le scale, seconda solamente ad A-K-Q-J-10.

Per diminuire il margine di vincita del banco è perciò consigliato utilizzare il bonus dei casino

online che viene attribuito in base al punteggio ottenuto dal giocatore. Il Pai Gow Poker è un gioco semplice e poco impegnativo ma nonostante tutto coinvolgente, è possibile trovarlo nei casinò online anche in forma gratuita, cosa che consigliamo di fare per ambientarsi prima di provare le puntate reali. I migliori casino online in cui è possibile trovarlo sono Europa Casinò, Casinò Tropez, Bellini Casinò e Spinpalace Casino online.

Giocare a Keno nei casino online

Il Keno dei casino online è un gioco rappresentato dai numeri, cosi come avviene per il bingo e per la tombola italiana. Deriva da un antico gioco cinese importato successivamente negli Stati Uniti e sbarcato conseguentemente nel vecchio continente, è decisamente meno famoso in questa parte del globo, ma non per questo meno giocato, soprattutto nei casino online.

Il gioco consiste nello scegliere 10 o 20 numeri (a seconda delle regole della casa) su di un tabellone composto da tutti i numeri in sequenza da 1 a 80 e, come avviene nel gioco del bingo o del lotto, un computer seleziona una serie di 20 numeri da estrarre. La serie di numeri estratta è indipendente tra una estrazione e le successive. Chi per primo riesce a coprire per intero una delle proprie tessere o estrarre tutti i propri numeri è il vincitore, ovviamente maggiori quantità di numeri sono stati scelti e maggiore sarà l’entità della vincita. Ma non sempre una grande quantità di numeri scelti è sinonimo di vincita assicurata, infatti se è vero che molti numeri giocati se estratti generano una vincita enorme, è altrettanto vero che indovinare serie di 14 o 15 numeri ha una probabilità veramente bassa e comporta ovviamente una spesa maggiore. Come sempre avviene in questi casi perciò la misura media è la migliore, un numero compreso tra 3 e 9 numeri offre una probabilità di vincita maggiore anche se la vincita sarà decisamente più contenuta.

Come avrete capito, il gioco è una specie di incrocio tra il bingo e il lotto, ma presenta anche caratteristiche di altri giochi famosi. Contrariamente a quello che viene specificato nei casino online di tutto il mondo, qui in Italia giocare a Keno su piattaforme nostrane spesso corrisponde erroneamente proprio a giocare a bingo invece le differenze tra i due giochi, seppur meno evidenti, ci sono.

La puntata da 5 numeri è generalmente riconosciuta come la più probabile, inoltre cosi come avviene nel win for life italiano, anche la probabilità di non indovinare alcun numero è piuttosto bassa, perciò spesso i casino online retribuiscono somme decisamente importanti anche questa possibilità.

Il gioco del Keno, cosi come avviene per tutti i giochi a estrazione, da un alto margine alla casa, ma è ugualmente apprezzato in quanto la somma da investire inizialmente per fare una puntata è molto contenuta.

E’ possibile trovare il Keno praticamente in tutti i casino online, è necessario però premettere che il suo svolgimento è molto più rapido rispetto alla sua versione dal vivo, è consigliato moderare la quantità delle giocate in autonomia e, come sempre raccomandiamo, provare prima la versione di prova gratuita qualora fosse disponibile nella piattaforma da voi scelta.

NBC National Heads up poker championship

Ogni anno in questo periodo comincia l’ NBC National Heads up poker Championship tournament, un torneo a invito per 64 selezionatissimi partecipanti. Come da tradizione l’evento viene trasmesso nella rete televisiva che dà il nome a questo eccezionale evento.

I partecipanti appartengono a tutti i mondi che circondano il poker, giovani leoni provenienti dall’online ed esperti giocatori provenienti dal mondo del live. Non sono invece più disponibili ne i posti riservati ai giocatori qualificatisi tramite satellite del casinò ospitante, (il Caesar Palace di Las Vegas), ne i posti guadagnati tramite torneo satellite online.

Il buyin per la partecipazione a questo evento è di 25.000 dollari, ben 5 mila in più rispetto alla edizione del 2010. Con queste cifre ovviamente, il payout è una somma di tutto rispetto tant’è che il primo premio messo in palio è di ben 750.000 dollari. Dato il numero volutamente esiguo di concorrenti, il montepremi è decisamente verticalizzato e premia solamente le prime 9 posizioni per un totale di 16 giocatori pagati.

Il terreno di scontro è il torneo heads up ed è una tra discipline più amate tra i giocatori di un certo livello e consiste nello scontro testa a testa a eliminazione diretta su tavoli dedicati a due soli giocatori, il vincitore di ciascuno scontro passa al turno successivo fino ad accedere ai quarti di finale (uniche posizioni pagate) in cui i vincitori vengono determinati dall’esito di tre scontri consecutivi. Nel testa a testa le regole del poker sono rese più marcate e gli errori di lettura dell’avversario vengono pagati a caro prezzo, poche mani perse dunque possono compromettere l’esito del torneo.

Tra i giocatori che sicuramente spiccano nella rosa dei nomi invitati troviamo il nuovo mostro dell’online Daniel Cates, mentre tra quelli che avremmo voluto vedere manca Viktor “Isildur1” Blom che non ha potuto partecipare in quanto non ha ancora compiuto la maggiore età (21 anni) per poter giocare in un casinò americano.

Purtroppo, quest’anno non vedremo partecipare nessun italiano rispetto al 2010, anno in cui avevamo visto Dario Minieri sedersi sia ai tavoli televisivi dell’NBC Heads up championship sia ad High Stakes Poker. Invece tornerà ai tavoli Annie Duke, campionessa in carica pronta a difendere il titolo. Lo show verrà registrato nei giorni di svolgimento del torneo dal 4 al 6 maggio e trasmesso nelle settimane successive.

 

Prossimamente dedicheremo uno spazio proprio all’introduzione delle discipline heads up, in particolare hold em, che in questi anni sono divenute il cavallo di battaglia di molti giocatori aggressivi.

Gli strumenti del poker player online – seconda parte

Eccoci di nuovo a parlare di quegli strumenti che facilitano la vita a chi, come noi, gioca online. Gli strumenti in questione che vedremo oggi sono estremamente utili per quanto riguarda il gioco, anche se possono essere utilizzati anche una volta terminata la sessione, a mente fredda.

 Texas Calculatem

Texas C. è sicuramente il capostipite di tutti gli HUD presenti in circolazione. E’ il primo programma che ha incluso la modalità di aiuto diretto durante la fase di gioco.

In pratica il programma si occupa di presentare statistiche e odds di miglioramento o chiusura del punto del giocatore in base alle carte sul tavolo e all’entità delle puntate avversarie. Il programma come dicevamo ha una modalità “mini” che permette di includere il calcolatore direttamente nella finestra del tavolo cosi da farli sembrare una cosa sola, contemporaneamente limita le proprie dimensioni diventando davvero poco ingombrante. La modalità di inclusione è ovviamente disponibile per una notevole quantità di piattaforme.

Una volta terminata la sessione di gioco, come anticipavamo prima, è possibile impostare manualmente i parametri e le carte per calcolare le percentuali di vincita per una determinata combinazione. Contrariamente al nome ingannevole il software può calcolare perfettamente sia le percentuali e le odds di vittoria per quanto riguarda il texas hold em, sia per quanto riguarda il pot limit omaha. Il costo di questo software si aggira attorno ai 70 dollari.

 

 Sit n go Wizard

Una variante di tutti di questi programmi di calcolo immediato è sicuramente Sit n go Wizard. Il programma ancora una volta come i suoi illustri predecessori, consiste in un hud, tuttavia in questo caso segue un principio ben diverso.

Il programma segue la partita utilizzando e raccogliendo i dati a disposizione sul tavolo: carte, puntate, rilanci, frequenza dei rilanci, entità delle puntate, situazione della partita, numero dei giocatori rimasti e tutta una serie di fattori che cambiano durante l’andamento di un torneo a tavolo singolo. Nel frattempo, in tempo reale, i dati vengono catalogati all’interno di un database, inoltre l’algoritmo per ogni mano in cui partecipiamo attivamente suggerisce la giusta mossa da fare in un determinato momento, dal punto di vista matematico e dei fattori osservati. Chiunque usa Sit n go Wizard si ritrova perciò un serio alleato, un programma che esprime la propria opinione in ogni situazione giocata.

 

Non è detto che questo genere di programmi siano esenti da errori e inoltre non possono prevedere le giocate fantasiose degli avversari umani, ma avvantaggiano il giocatore che ne trae un sicuro beneficio nel lungo termine.

Las Vegas apre ufficialmente alle prop bets

A Las Vegas, come si sa da tanto tempo, è possibile puntare praticamente su tutto, basta che qualcuno inventi una sfida e qualcun altro sia disposto a puntare contro o a favore della riuscita o meno. Fino ad ora questo tipo di scommesse era solitamente effettuato tramite l’accordo tra due o più privati, ma con la crisi che si è abbattuta sulla città del peccato pare che ogni occasione sia buona per far soldi. Ecco cosi che le scommesse dette “prop bets” vengono regolamentate direttamente all’interno delle sale da gioco.

A darne la notizia è stato qualche giorno fa il sito “covers.com” che si occupa quasi esclusivamente di betting, e sembra che ci siano buone possibilità che la cosa abbia ufficialmente inizio.

 

Durante il periodo delle WSOP, molti dei top pro non avrebbero alcun interesse a partecipare ai tornei per qualche centinaio di migliaia di dollari, visto che sono l’equivalente dei piatti che abitualmente alcuni di loro si giocano in poche mani cash game. Per questo motivo Tom Dwan, Phil Ivey, Daniel Negreanu e Eli Elezra, e altri tra i giocatori più facoltosi partecipano perché la posta in palio è molto più alta rispetto alla gloria della vincita di un braccialetto wsop.

Le prop bet inoltre verranno accettate come scommessa sia tra i due contendenti sia come scontro contro il banco, chiunque potrà puntare parallelamente alla scommessa fatta dalle parti interessate. Le scommesse di solito variano molto per tema, Negreanu, Dwan e Ivey ad esempio effettuano una scommessa ogni anno in cui ognuno dei giocatori che in quell’edizione delle WSOP si aggiudica un evento riceve, oltre al premio ufficiale, anche 200 mila dollari dagli altri due contendenti. Più spesso inoltre si fanno scommesse su chi terminerà il torneo in una posizione più avanzata rispetto ad altri, altre volte si fanno scommesse più insolite come riuscire a completare nel giro di poche ore tutte le buche di un campo da golf con un numero massimo prestabilito di tiri, o ancora correre per oltre 100 km in 24 ore (scommessa di qualche settimana fa fatta da Ashton Griffin e vinta). Ma non sempre ci sono in palio soldi, a volte la perdita di una scommessa comporta, da parte del perdente, il farsi tatuare il nome del vincitore su una parte del corpo o indossare un cappello bizzarro come è accaduto a Tom Dwan nel 2009 (vedi foto).

 

Inoltre sembra che una applicazione per smartphone stia già circolando per permette di gestire al volo sia ci accetta la sfida, sia chi è disposto a puntarci sopra. L’idea che circola nella testa dei proprietari delle case da gioco è riuscire a commercializzare anche le scommesse non sportive nate spontaneamente. Vedremo a giugno perciò, all’inizio delle World Series of Poker, come questa novità verrà presa dal pubblico e dai diretti interessati, ma siamo certi che in un modo o nell’altro le prop bets continueranno a esistere.