Poker live: presentato in parlamento

Un’odissea, è il caso di dirlo, è questo che pensano ormai tutti sulla questione del poker live, dapprima accantonato, poi permesso, poi vietato e infine oggi ridiscusso formalmente in parlamento. Dopo aver approvato il decreto sul cash game in Italia, la Lega ha presentato un interpellanza parlamentare per portare la questione nella sede che forse è più consona per discutere di tematiche cosi particolari. Effettivamente dopo le controversie ottenute in tutto il territorio nazionale, si era giunti alla conclusione che si fosse di fronte ad un vuoto legislativo che lasciava alle amministrazioni locali il compito di occuparsi della questione. La Lega inoltre spinge affinché sia approvato dal governo e dal ministero delle finanze e politiche economiche, il regolamento comunitario già esistente.

La richiesta è stata presentata dai deputati della lega Ragantini, Fugatti, Forcolin e Comaroli che ricordano:

 

“La legge 7 luglio 2009, n. 88 (nota come Legge Comunitaria 2008),  all’interno delle disposizioni riguardanti l’esercizio e la raccolta dei giochi a distanza, stabilisce, al comma 27 dell’articolo 24, che con regolamento del Ministro dell’Economia e delle Finanze, da adottarsi di concerto con il Ministro dell’Interno, vengono disciplinati i tornei non a distanza di poker sportivo”.

 

Non più una questione legislativa perciò, ma solo materia di promulgazione.

Ricordiamo che recentemente il TAR della Puglia aveva bloccato l’ordinanza che imponeva la chiusura di alcuni circoli proprio in Puglia che effettuavano diversi tornei (e sit n go) ogni sera dal buy in a partire da 50 euro in su, da cui è nato l’acceso dibattito. Inoltre dal testo si evincono anche le modalità in cui il poker dal vivo verrebbe regolamentato:

 

Il Consiglio di Stato, nel citato parere, richiama l’articolo 721 del codice penale che stabilisce che è gioco d’azzardo quello nel quale ricorre il fine di lucro, e la vincita o la perdita è interamente, o quasi interamente aleatoria e afferma che il gioco del poker sportivo non è considerato gioco d’azzardo, a condizione che la quota di iscrizione non superi i 30 euro, che non vengano distribuiti premi in denaro, che il giocatore non possa rientrare dopo aver esaurito la dotazione iniziale di fiches e che l’organizzatore del torneo non svolga nella medesima serata e nella stessa località più di un torneo”.

 

Riportando questi stralci i quattro deputati hanno chiesto non solo il riesame del testo, ma anche la sua approvazione in sede parlamentare da parte dell’Esecutivo in figura dell’attuale ministro delle finanze Giulio Tremonti. Vedremo se ancora una volta il tentativo di regolamentare il poker live si rivelerà l’ennesima bolla di sapone oppure no.

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